Intorno a ogni opera si deposita, nel tempo, una storia fatta di documenti: fotografie e negativi, cataloghi di mostre, lettere, ricevute, passaggi di proprietà, recensioni, bibliografia. Spesso è dispersa tra studi, cassetti e memorie personali, e ciò che non è ordinato finisce per non essere più consultabile. Il nostro lavoro comincia lì: riconoscere quei materiali, dare loro una struttura e collegarli all'opera a cui appartengono, finché l'archivio diventa uno strumento di ricerca e non soltanto un luogo di conservazione.
Ogni fondo ha la sua storia e le sue domande, per questo non partiamo mai da un programma già fatto. Prima viene il metodo: l'analisi dei materiali, il modello di schedatura, i vocabolari condivisi. Il software lo costruiamo dopo, su misura, e lo lasciamo crescere insieme all'archivio.
Poi l'archivio va restituito: agli studiosi che preparano un catalogo ragionato, ai curatori che organizzano una mostra, a chi deve rilasciare un'autentica, a un pubblico che vuole conoscere l'opera. Per questo accompagniamo il lavoro fino in fondo, dalla fotografia delle opere alla pubblicazione online, alla comunicazione.